Il kintsugi emozionale di Glen Martin Taylor

La mia passione per il fatto a mano è un elemento che mi caratterizza fin da bambina.

Sono cresciuta realizzando spesso e volentieri i giocattoli con i quali intendevo giocare. 

Non ne ho conservato nemmeno mezzo e quando ne avevo abbastanza di loro, li trasformavo in qualcosa di nuovo.

Questa pratica mi ha permesso di non annoiarmi quasi mai e di ampliare le mie capacità conoscitive e creative.  

La passione per il fatto a mano l’ho ereditata dalla mia famiglia materna e in particolare dalla nonna, che mi ha insegnato a lavorare a maglia e all’uncinetto e dal nonno, autentico artigiano che non solo realizzava piccoli complementi d’arredo, utilizzando materiali nuovi e di recupero ma trovava soluzioni per riparare tutto ciò che si rompeva, in casa nostra e in quelle dei vicini. 

Da lui ho appreso l’arte della pazienza e l’ingegno nel trovare soluzioni agli imprevisti, durante il processo di realizzazione di un progetto.

Nel mio percorso di crescita artigianale e artistica ho utilizzato molti materiali e tecniche, tra i quali la cartapesta, il feltro, il ricamo, il collage, la scrittura, la fotografia, il Kintsugi moderno. 

Con la ceramica ho un rapporto speciale, è il mio lavoro e lo svolgo con molta passione. 

Questa passione mi spinge ad osservare e seguire altri artisti, artigiani e  ceramisti e quando qualcuno di loro mi colpisce particolarmente, lo porto nel mio “universo”.

E’ il caso di Glen Martin Taylor, per me l’artista che ha saputo cogliere e rappresentare al meglio, il significato di Kintsugi moderno.

Dopo aver visto scorrere le immagini delle sue opere sul mio “muro” di Facebook, gli ho inviato una richiesta di amicizia.

Ho scoperto un essere umano particolarmente sensibile: Glen Martin Taylor è un artista che riesce a farti arrivare i suoi stati d’animo attraverso le sue opere e a me ciò commuove. Per questo mi sono fatta coraggio, gli ho scritto per chiedergli una piccola intervista e lui ha accettato.

INTERVISTA A GLEN MARTIN TAYLOR

Glen Martin Taylor, io sono molto colpita dalle tue opere, alcune delle quali partono da ceramiche funzionali realizzate da te. Come nasce il tuo desiderio di romperle e trasformarle?

Sono stato per lungo tempo un maestro ebanista e, negli ultimi sette anni, ceramista e artista.

Per quanto mi piaccia fare ceramica, ho sentito che avrei potuto portarla a un altro livello artistico. Avevo letto del Kintsugi e avevo anche una certa esperienza nell’arte di realizzare vetrate colorate con saldature e lamine di rame. Il mio desiderio di esprimermi mi ha portato a combinare queste due idee.

Le tue opere racchiudono in pieno il significato del Kintsugi moderno, le tue “trasformazioni” comprendono sempre l’utilizzo di materiali con evidenti segni lasciati dallo scorrere del tempo e mai l’oro o qualcosa di simile. Ciò mi fa pensare che consideri il “passato” come un tesoro prezioso, al pari di un metallo prezioso. 

I materiali di recupero che scegli, ti evocano ricordi oppure è una scelta casuale?

La mia famiglia aveva oggetti d’antiquariato, durante la fase della mia crescita. Quindi ho sempre sentito un forte legame con gli oggetti del passato. Le cose vecchie sono molto emozionanti per me.

In che modo hai capito che la filosofia del Kintsugi faceva parte della tua vita, insomma come hai cominciato?

Tutti arrivano a un’età in cui, se onesti con se stessi, si rendono conto che ogni persona porta dentro di sé una certa “rottura”, dall’infanzia o dalle relazioni o persino da sogni infranti. Il mio lavoro è diventato una terapia per affrontare il mio stesso dolore e il dolore che vedo intorno a me.

Grazie per l’opportunità di parlare con te, Glen.

Grazie per la tua gentilezza, Manuela.

ENGLISH VERSION

Glen Martin Taylor’s  emotional kintsugi

My passion for handmade is an element that has characterized me since I was a child.

I grew up often making handmade toys I wanted to play.

I didn’t save half of them and when I had enough, I turned them into something new.

This practice has allowed me to almost never get bored and to expand my cognitive and creative skills.

I inherited the passion for handmade from my maternal family and in particular from my grandmother, who taught me to knit and crochet and from my grandfather, an authentic craftsman who not only made small furnishing accessories, using new and recycled materials but he found solutions to repair everything broken.

From him I learned the art of patience and the ingenuity in finding solutions to the unexpected, during the process of creating a project.

In my path of artisanal and artistic growth I have used many materials and techniques, including papier-mâché, felt, embroidery, collage, writing, photography, modern Kintsugi.

I have a special relationship with ceramics, it’s my job and I do it with great passion.

This passion brings me to observe and follow other artists, artisans and potters and when any of them particularly impress me, I bring them into my “universe” .

This is the case of Glen Martin Taylor, for me the artist who was been able to capture and best represent the meaning of modern Kintsugi.

After seeing his works scroll on my Facebook “wall”, I sent him a friend request.

I discovered a particularly sensitive human being: Glen Martin Taylor is an artist, who manages to get his moods to you through his works and this moves me. This is why I took courage, I wrote to him to ask for an interview and he accepted.

INTERVIEW WITH GLEN MARTIN TAYLOR

 

Glen Martin Taylor, I’m very impressed with your works, some of which start from functional ceramics made by you. How did your desire to break them and turn into something else?

I was a master cabinetmaker for a long time. I have been a potter and artist for the last seven years. As much as I enjoy making pottery, I felt I could take it to another level of art. I had been reading about Kintsugi and I also had some experience in the art of making stained glass windows with soldering and copperfoil. My desire to express myself led me to combine those two ideas.

Your artwork fully embodies the meaning of modern Kintsugi, your “transformations” always include the use of materials with obvious signs left by the passage of time and never gold or anything similar. This makes me think that you consider the “past” as a precious treasure, like a precious metal.

Do the recycled materials you choose evoke memories or is it a random choice?

My family had antiques sitting around while I was growing up. So I always felt a strong connection to the objects of the past. Old things are very emotional for me.

How did you understand that the philosophy of Kintsugi was part of your life, how did you start it?

Everyone gets to an age, that if they are being honest with themselves, they realize that each person carries a certain “brokenness” inside themselves, whether from childhood or relationships or even broken dreams. My work became a therapy for dealing with my own brokenness and the brokenness that I see all around me.

Thank you for the opportunity to speak with you, Glen.

Thank you for your kindness, Manuela.

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